Le Vie dei Tesori a Palermo, via alla quindicesima edizione: 88 luoghi da visitare con unico coupon

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 Sarà l’anno dei palazzi storici, tra fragili ceramiche, l’enfilade di sale, lampadari scintillanti e preziose collezioni che raccontano la Palermo sontuosa al centro d’Europa. E sarà l’anno degli spazi verdi, dei giardini nascosti, degli orti enormi e colmi di specie tropicali; delle raccolte universitarie. Sarà l’anno dei circoli e dei salotti che risuoneranno di musica, teatro e storie antiche; dei musei famosi che aprono collezioni segrete o laboratori di restauro. E dei luoghi, di quasi novanta luoghi e alcuni sono del tutto inediti, anche per chi questo festival lo ama e lo frequenta da tempo; si potranno scoprire grotte dal mare e sentire come “suona” il fiume Oreto; incontrare i fantasmi che hanno abitato i siti, o ascoltare un concerto da camera in una villa Liberty o partecipare a un’invasione di sassofoni tra le metope del Salinas. E si potrà sentirsi coinvolti, affascinati dinanzi Metamorfosi,il videomapping immersivo che “occuperà” Palazzo di Napoli, uno dei Quattro Canti, le cui sale dirute si trasformeranno come per magia in un luogo delle meraviglie, grazie all’intervento di un visual artist come Antaless e un collettivo di artisti contemporanei guidati da Roberto Bilotti, il mecenate proprietario del palazzo messo a disposizione del festival: sarà un viaggio nella memoria, immergendosi e cucendo le tante anime stratificate del palazzo.

Le Vie dei Tesori numero 15 a Palermo, dunque, dove tutto è cominciato: il festival che mette in rete il grande e il piccolo, il mare e il cielo, il giardino e la cappella, si appresta a varare il nuovo programma, al via da sabato prossimo e fino al 31 ottobre, per cinque weekend, in contemporanea a Catania; e, fino al 17 ottobre, anche a SciaccaRagusa e Scicli e per la prima volta Erice Cefalù che ha preparato una piccola, ma densa edizione-gioiellodi quattro luoghi e due esperienze immersive.

Le Vie dei Tesori è un momento di rigenerazione urbana – interviene il sindaco Leoluca Orlando – e lo era già prima della pandemia. Che ci ha insegnato che i beni culturali sono la nostra ricchezza. I numeri dei turisti  sono tornati ad essere quelli del 2019, e lo dobbiamo anche a manifestazioni come queste. E’ marketing rigenerativo, straordinario”. Secondo Mario Zito, assessore alle CulturE, “In questo momento la città sta cantando, sta rinascendo, è un crogiolo di iniziative e di spazi che riaprono. E sono tutte frequentatissime”. E una sorpresa dell’ultimo minuto è stata annunciata da Padre Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi. “Apriremo anche la chiesa della Madonna della Mazza che ospiterà le opere di un artista contemporaneo: è chiusa da anni e non la conoscono i palermitani. Avviamo così una riflessione sull’attualità dell’intervento artistico sul patrimonio storico della città” annuncia.

Le Vie dei Tesori dunque, seconda tranche (anzi verrebbe da dire terza visto che quest’anno i Borghi dei Tesori hanno fatto da apripista con le loro 21 mila presenze a fine estate) che segue la prima parte del festival appena conclusa con un bellissimo successo di 34 mila visitatori nelle prime dodici città. “Ci siamo lasciati l’anno scorso con un’edizione ‘eroica’, oggi torniamo per ribadire ai  cittadini che questi luoghi sono un collante sociale – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori -, un lievito, una chiave di sviluppo della comunità. E penso ai 250 ragazzi che, grazie all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Università, faranno un’esperienza con noi accogliendo i visitatori; penso ai nostri collaboratori, penso ai volontari: tutti giovani che imparano ad amare la loro città, capiscono che ci sono grandi potenzialità e spesso decidono di non lasciarla, di restare e di progettare qui il proprio futuro”.

Cinque weekend, sempre sabato e domenica, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha tenuto accesa la luce, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120 mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 (erano stati 404 mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro) ma che raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza. Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti.

Eccoci alle tantissime novità, che segnano la temperatura di un festival che celebra la vita che lentamente e con prudenza rinasce. Lo staff del festival ha lavorato a lungo per cucire il programma in completa sicurezza, raccomandando ovunque la prenotazione, sia per i luoghi che per le esperienze, gli spettacoli e le passeggiate. Senza rinunciare al marchio distintivo del festival, ovvero lo storytelling: le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con audioguide d’autore registrate dalla viva voce dei giovani esperti del patrimonio dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori o da “special guest” che hanno donato la loro voce e la loro competenza. Se poi si vuole approfondire ancora, il festival ha preparato una sorpresa bellissima: undici “amici” del festival – studiosi, accademici, scrittori – che firmano altrettanti podcast d’autore, una visita virtuale per innamorati del bello. Che ritorna anche nell’immagine del Festival, curata da Alessandro Fiore: un’immersione colorata, pop, piena di vita, di bisogno di ritornare alla vita; un patchwork di immagini, che formano la  “BELLEZZA IN MOSTRA”.

I luoghi quindi. Sono 88: alcuni noti, altri inediti. A partire dalla Chiesa della Madonna della Mazza, entrata nel bouquet proprio in queste ore: Santa Maria del Soccorso (o della Madonna della Mazza, nome che deriva dalla tradizione iconografica che vuole la Vergine del Soccorso nell’atto di brandire una piccola clava) fu costruita tra il 1603 e il 1606 al posto di una chiesetta del Priorato di San Nicolò del Bosco di Caccamo, demolita per il taglio di via Maqueda Ha il prospetto di forma rettangolare, inquadrato tra due lesene e il portale in stile Gagini. Nell’edicola sopra il timpano è collocata la Madonna della Mazza. Ospita tele dello Zoppo di Gangi che probabilmente firma anche il Giudizio Universale posto nel lato destro del transetto. E’ chiusa da tantissimo tempo, “sfiorata” soltanto durante la biennale Manifesta: sarà una sorpresa soprattutto per i palermitani.

Ma si potrà anche passeggiare tra stucchi e maioliche a Palazzo Burgio di Villafiorita o ammirare la delicata leggiadria del Circolo Unificato (noto a tutti come Circolo Ufficiali), affacciarsi da balconi di Palazzo Valguarnera o comprendere come un’antica residenza possa divenire un tesoro contemporaneo come Palazzo Oneto di Sperlinga; si scoprirà il giardino romantico del duca Domenico Lo Faso di Pietrasanta e  a Palazzo Sclafani si correrà a vedere dove è nato il Trionfo della Morte. Alla Chiesa Anglicana si cercheranno le tracce dei Whitaker e degli Ingham, il Museo Pitrè mostrerà utensili e costumi della tradizione contadina di ieri, lo Steri si aprirà come un unico complesso monumentale dove seguire percorsi diversi, lasciarsi affascinare dalla sala dei Baroni, o scendere nelle carceri, e qui prenderà vita una delle teatralizzazioni più attese, sulle orme di Dulciora, la donna che sfidò (irridendolo) il Sant’Uffizio. Non vi basta? Allora potrete entrare nelle stanze segrete della Casa Massonica, tra i letti della Real Casa dei Matti, scoprirete che sui manichini si impara l’anatomia e che a Palermo esiste una copia in scala della Mole Antonelliana; e che la città possiede cave sotterranee, le antiche Fornaci di nuovo visitabili. Aprono le porte i musei, e solo per Le Vie dei Tesori l’Abatellis cuce un unico percorso che include l’Oratorio dei Bianchi e Palazzo Mirto per un’unica Wunderkammer delle meraviglie: “naturalia, mirabilia e artificialia”,  suppellettili provenienti dalla Natura (come corallo, avorio ed essenze pregiate), che destano meraviglia (come le conchiglie decorate da miniature e motivi in argento) o rielaborazioni artistiche da parte dell’uomo (manufatti in vetro e ottone).

LE ESPERIENZE. Quest’anno il team che ha lavorato sul programma ha messo insieme un programma di 26 esperienze davvero speciali. Si potrà andare in barca tra grotte e ninfei sconosciuti, o cercare i contorni della famosa “Sicilia” nell’isola che un tempo era al centro del lago di Maredolce; i voli in Piper e le visite all’aeroporto gli altri anni sono stati sempre sold out, quindi ritornano, e così anche le lezioni di golf a Villa Airoldi, le visite in notturna all’Orto Botanico e quelle ai vivai Gitto; si potrà passeggiare nel parco di Villa Tasca e partecipare a una lezione di yoga tra gli alberi secolari; visitare un sito dimenticato come l’ex Manifattura tabacchi con la mostra di Ascosi Lasciti (che si occupa di luoghi abbandonati in tutta Italia), seguire il lavoro delle restauratrici a Palazzo Montalbo o gli affreschi ritrovati nell’ex convento di San Francesco di Paola; ammirare gli antichi paramenti liturgici a Casa Professa, salire dai frati di Santa Maria del Gesù o cercare i nomi celebri sulle tombe del cimitero monumentale; scoprire costumi d’epoca nelle collezioni private, collezioni di maioliche dal tratto squisito,seguire la cura meticolosa con cui un artigiano riproduce in scala perfetta i monumenti della città. Ascoltare il racconto della Grande Guerra e scoprire la cura minuziosa degli schizzi del Basile, raccogliere l’acqua del fiume Oreto e ascoltarne la “voce”, dividersi tra i laboratori creativi allo Stand Florio e quelli per bambini al Museo delle Marionette. E se volete sentirvi parte di un progetto raggiungete l’Ecomuseo del Mare: vi spiegheranno perché una cupola di argilla permette di recuperare la memoria della terra.

LE ESPERIENZE FUORI PORTA. Palermo val bene una visita, ma i dintorni manco scherzano: ecco nove esperienze fuori porta, a partire dalla delicata Villa Filangeri a Santa Flavia;poi il borgo marinaro di Porticello da cui partiranno sia i giri in barca a vela che le immersioni; l’area archeologica di Solunto e i bagni arabi di Cefalà Diana. A Marineo vi racconteranno la storia del castello e a San Mauro Castelverde bisognerà armarsi di coraggio per il percorso mozzafiato della zipline, ma anche la discesa nelle gole è da non dimenticare.

FANTASMI E NOTE. Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi: Le Vie dei Tesori ha ideato una serie di teatralizzazioni che danno voce a personaggi che hanno abitato nei luoghi e che li raccontano dalla loro prospettiva. Protagonisti che affioreranno dalla memoria per raccontare le loro vicende, interpretati da Stefania Blandeburgo che già da due anni per il festival veste i nobili panni di Delia Whitaker (e li vestirà anche quest’anno, sempre a Villa Malfitano). Ma sarà anche la moglie di Peppe Schiera, poeta combattente che mal sopportò il Fascismo: dagli scritti di Salvo Licata affiora allo SpasimoMargheritina che per paura del regime, alla morte di Peppe sotto le bombe del ’43, ne bruciò gli scritti. E interpreterà anche zia Mimmi, meglio nota come la marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova del marchese Gaetano Pottino di Irosa, morta a 101 anni nel 2013 nella sua grande villa di via Notarbartolo, dove ora la pronipote, Geraldina Piazza, ne recupera la storia. Infine sempre la Blandeburgo sarà Dulciora, la donna che sfidò il Sant’Uffizio, rivivrà invece tra le carceri dello Steri e nel testo di Laura Anello: un’inquisita di riguardo, che però usò la sua posizione per sbertucciare il bigottismo degli uomini di Torquemada. Un tuffo nel Settecento avverrà invece a Palazzo Alliata dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà una visita-happening in costume tra tanti personaggi dell’epoca che accoglieranno i visitatori, raccontando le mille storie del palazzo. In collaborazione con il festival Prima Onda, si potrà seguire l’Ulisse dantesco alla scoperta della città nuova, simbolica, inaspettata. A cura di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri. Infine al Museo Pasqualino, vi aspetteranno per un’immersione nel mondo dell’Opra, tra cristiani, saraceni, paladini e figure fantastiche.

I concerti delle Vie dei Tesori saranno quattro, tutti imperdibili: a partire dalla Zisa Experience di Floriana Franchina che stavolta ha deciso di portare il suo piano nell’antico Parco reale del sollazzo normanno; a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, il pianista non vedente Leandro Martorana suonerà sue composizioni e pezzi classici, introducendo una visita straordinaria e in un luogo del tutto inatteso. E sarà l’elegantissima e Liberty Villa Virginia, tra i paesaggi esotici e delicati della grande pittrice giapponese Otama Kiyohara, a ospitare “Suoni di famiglia”, brevi concerti da camera degli Amici della Musica: dal pianoforte solista al duo sassofono e pianoforte, dal flauto al duo violoncello e pianoforte e infine un soprano con un repertorio vocale da camera. Infine i reperti del Salinas si lasceranno (virtualmente) invadere dai tre sassofoni L.Switters Sax Brotherhood (Gianni Gebbia, Davide Barbarino e Pierfrancesco Mucari, nascosti dietro nomi surreali).

E sempre il Museo Salinas (il 29 ottobre alle 18,30) ospiterà la presentazione di “La nuova museologia: le opportunità nell’incertezza” volume del museologo, storico dell’arte e direttore del Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art) Maurizio Vanni, scritto a quattro mani con Domenico Piraina, direttore del Polo Mostre e Musei scientifici e di Palazzo Reale a Milano, che insieme immaginano il futuro dei musei e della cultura, cercando di cogliere il lockdown come un’opportunità da cui ripartire per un domani 4.0. Ne  discuteranno con Caterina Greco, direttore del Museo Salinas.

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com(o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo)o nei tregazebo in piazza Politeama, in piazza Verdi e in piazza Bellini, o ancora nella sede di Vie dei Tesori, in via Duca della Verdura 32. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com altrimenti per chi non prenota (ma senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno.