Morto John Le Carré, il papà della Spy Story

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Ex MI6, padre dell’agente Smiley e autore da milioni di copie, John Le Carré (David Cornwell all’anagrafe, ndr) nasce a Pole, nel 1931 e insegna a Eton, prima di diventare funzionario del Ministero degli Esteri britannico.

Viene poi reclutato dall’MI5 e dal MI6, da dove prende esperienza per i suoi libri sullo spionaggio e sui servizi segreti.

Specialmente per creare il personaggio di George Smiley, protagonista leggendario dei suoi numerosi scritti.

Oltre 20 milioni di copie per l’anti James Bond per eccellenza: basso, tozzo, occhiali spessi, paranoico ma molto acuto, Smiley resta nella storia e nella collettività il personaggio preferito di Le Carré.

Il romanzo d’esordio è “Chiamata per il morto”, viene seguito poi da “Delitto di classe”, “La spia che venne dal freddo”, “Candele nere” e i sequel “L’onorevole scolaro” e “Tutti gli uomini di Smiley”.

Gary Oldman nei panni dell’agente Smiley

Questi ultimi portati in tv e al cinema con Gary Oldman nel ruolo di Smiley.

Nel 1986, quando esce “Una spia perfetta”, Philip Roth lo definisce “il miglior romanzo inglese del dopoguerra”

Con la fine della Guerra Fredda nel 1991, La Carrè si occupa nei suoi scritti del nuovo ordine mondiale: mafia, traffico di armi e droga, riciclaggio di denaro e terrorismo.

In “Una spia che corre sul campo”, uscito più di un anno fa, racconta degli anni della Brexit, immaginando un’alleanza tra i servizi segreti di Londra e l’America di Donald Trump con lo scopo di minare le istituzioni democratiche d’Europa e smantellare il sistema internazionale dei dazi.

Negli ultimi anni ha scelto una vita ritirata, tra la Cornovaglia e Hampstead.

Nel 2011 ha lasciato in eredità tutti i suoi archivi alla Bodley Library, fondata all’inizio del XVII secolo a Oxford, dove ha studiato negli anni ’50.

E’ morto ieri, come annunciato dal The Guardian, all’età di 89 anni per polmonite e resterà uno dei più grandi scrittori del 900.

FONTE ANSA